Saper leggere le etichette dei prodotti alimentari è il primo presupposto per fare acquisti consapevoli e scelte sane per la nostra salute.

Le norme che regolano la commercializzazione e quindi l’etichettatura dell’olio di oliva sono molteplici e hanno lo scopo di tutelare la produzione di qualità e di favorire le scelte del consumatore.

Decifrare un’etichetta spesso può essere un compito arduo ma individuando i punti chiave possiamo diventare degli attenti consumatori; la nostra etichetta è chiara, leggibile e intuitiva, in questo articolo andremo a vederla più da vicino.

Prima di addentrarci nei dettagli, dobbiamo distinguere la materia prima, l’olio, e capire se si tratta di olio extra vergine di oliva, di olio extra vergine di oliva biologico o di olio di oliva e il paese di provenienza.

L’olio extravergine è l’olio di oliva è senza dubbio la categoria superiore, poiché molto digeribile, poco acido e dai tanti benefici per la salute, sottolineati anche dalla letteratura scientifica. Viene ottenuto direttamente dalle olive e unicamente tramite procedimenti meccanici, dicitura che deve essere presente in etichetta. 

Sul nostro shop troverai solo olio extra vergine di oliva italiano, la linea classica e la linea biologica.

Le informazioni obbligatorie da inserire in una etichetta di olio sono le seguenti:

  • Designazione di origine: l’etichetta dell’olio di oliva deve indicare obbligatoriamente il paese di origine dell’olio, se si tratta di olio italiano o di comunità europea o in un paese terzo.
  • Denominazione di vendita: se si tratta di olio di oliva, extravergine di oliva o olio biologico ecc.
  • Quantità netta: la quantità netta può essere espressa in litri, in centilitri e in millilitri. Deve essere indicata con un valore numerico e seguita dall’unità di misura prescelta, che va invece riportata con un simbolo o per esteso (es. “1 L” oppure “1 litro”)
  • Indicazione metrologica: Indicata normalmente accanto alla quantità serve a dimostrare che l’impresa confezionatrice ha seguito, per l’accertamento della quantità contenuta nella confezione, le regole previste dalla normativa cogente, che ne stabiliscono anche la forma e le dimensioni.
  • Termine di conservazione: indica la data fino alla quale il prodotto conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione
  • Dati produttore: l’etichetta deve indicare il marchio registrato o depositato, tale informazione deve contenere anche l’indirizzo esatto dello stabilimento di confezionamento ed eventuali contatti
  • Indicazione ecologica: sugli imballaggi e sulle etichette figurano indicazioni o simboli che invitano il consumatore ad uno smaltimento ecologico del contenitore, al fine di facilitarne la raccolta e il riutilizzo e il riciclaggio. Tali indicazioni riguardano la corretta gestione del rifiuto, che deriverà dall’imballaggio in cui il prodotto è contenuto.
  • Lotto: Per lotto si intende un insieme di unità di vendita confezionate in circostanze identiche. Esso viene determinato dal produttore e deve essere facilmente visibile, chiaramente leggibile ed indelebile ed è preceduto dalla lettera «L» con una serie di numeri”.
  • Modalità di conservazione: Un olio per mantenere inalterate le sue caratteristiche deve esser conservato al riparo dalla luce e dalle brusche variazioni di temperatura. La dicitura corrente sarà “conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce e dal calore”.
  • Valori nutrizionali: inserire tale indicazione è obbligatoria per legge dal 2016, tale indicazione riguarda il valore energetico, i grassi totali di cui saturi, i carboidrati totali, proteine e sale.

Le informazioni facoltative invece sono tutte quelle informazioni non obbligatorie:

  • Estratto a freddo” è riservata agli oli di oliva extravergini o vergini ottenuti a meno di 27°C con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta di olive;
  • Consigli di utilizzo

Importante sapere che l’olio biologico deve essere riconosciuto dal consumatore mediante il logo. 

Il logo biologico può essere utilizzato solo sui prodotti che sono stati certificati come biologici da un organismo o un’agenzia di controllo autorizzato. Ciò significa che hanno soddisfatto condizioni rigorose per la produzione, il trattamento, il trasporto e l’immagazzinamento.

Accanto al logo biologico dell’UE deve essere indicato un numero di codice dell’organismo di controllo, nonché il luogo in cui sono state coltivate le materie prime.

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