Al BioLife 2016, durante le quattro giornate della vetrina dell’eccellenza biologica regionale per produttori medio-piccoli, che vanta oltre 45.000 presenze, l’olio extravergine di oliva biologico Antonacci si è fatto vedere e sentire in tutti i ‘sensi’.

E da quest’anno, più che parlare di Olio Antonacci, bisognerebbe parlare di Oli Monovarietali dato che il team di Mastri Oleari che hanno lavorato nel frantoio nella breve e ardua campagna olearia 2016/2017, attraverso un lavoro di differenziazione, è riuscito a proporre tre nuove etichette indicative della cultivar da cui deriva il prodotto contenuto nelle bottiglie. Olio extravergine da Coratina, Peranzana e Ogliarola Garganica.

Oltre che positiva, la risposta degli amanti dell’olio, degli esperti e dei semplici curiosi è stata istruttiva: chi assaggia sa distingure, sa pretendere, sa chiedere e soprattutto sa osare. Il pubblico sempre più riesce ad apprezzare la freschezza di un Olio Artigianale novello e i sentori che ne contraddistinguono la qualità. Le note piccanti e amare non solo non fanno più paura, ma diventano gli elementi centrali attorno ai quali gli amatori costruiscono i loro giudizi. Bolzano non è terra di olio, ma la cultura dell’extravergine di qualità si sta espandendo anche qui e i colpetti di ‘tosse da piccante’ di chi ingoia l’olio senza prima averlo scaldato e ‘frantumato’ in bocca, non generano più tanta diffidenza. Le etichette, oltre alla specifica cultivar, facendo riferimento al tipo di fruttato leggero, intenso o medio, hanno dato la possibilità di orientare il cliente verso l’olio che meglio gli si addice. Il frantoio Antonacci dà appuntamento agli amanti dell’olio bolzanini (e non) al BioLife2017.

 

 

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