L’olivo viene coltivato fin dai tempi antichi e in genere le tecniche di impianto sono quelle eseguite per le colture arboree. Il terreno va preparato togliendo la vegetazione e gli arbusti per poi livellare bene il terreno. La coltivazione biologica predilige la salvaguardia dei suoli e quindi si punta su impianti dinamici. Nei terreni molto grossolani si fa lo spietramento limitandolo a togliere solo i sassi più grandi per non abbassare troppo il livello. Un’altra operazione da eseguire è lo scasso, che si effettua intorno agli 80 cm, con ripuntatore per una lavorazione andante o con l’aratro per lo scasso a buche. 

Dove piove molto il terreno deve essere ben drenato in modo da evitare eccessivi ristagni di acqua. In olivicoltura si preferisce puntare su un impianto superficiale con una rete di scoline o una baulatura piuttosto che impiegare il drenaggio tubolare visto che non è un investimento particolarmente remunerativo. Dopo le analisi chimiche del terreno e dopo lo scasso si procede alla concimazione di reimpianto. Nell’agricoltura biologica si tende a limitare l’intervento della concimazione con sostanze organiche provenienti dagli allevamenti zootecnici. Non sono esclusi però trattamenti minerali con l’uso di concimi fosfatici e potassici anche se l’apporto di un concime organico, come il letame ad esempio, è particolarmente indicato. Il terreno può essere arato per favorire l’insediamento del concime e poi erpicato per ridurre le zolle in superficie. 

Tra i lavori da eseguire per coltivare gli ulivi ci sono quelli di impianto, con il tracciamento dei sesti, il picchettamento, la messa a dimora delle piantine, manuale oppure con trapiantatrici semiautomatiche. I sesti hanno una distanza diversa se sono in asciutto oppure in coltura irrigua. Posizionarli troppo vicini comporta problemi per arrivarci con mezzi meccanici e un ombreggiamento eccessivo. Se la raccolta delle olive è meccanica, con la scuotiraccoglitrice, sarebbe opportuno avere per praticità sesti quadrati. La messa a dimora avviene dall’autunno all’inizio della primavera. 

A seconda delle zone d’Italia gli uliveti sono provvisti di impianti di irrigazione o subirrigazione. Pur essendo una pianta con poco bisogno di acqua le carenze idriche prolungate danneggiano la produzione mentre un buon apporto di acqua favorisce la crescita della pianta e migliora la produttività. Nelle zone molto ventose vengono posizionate apposite reti frangivento. La potatura è un intervento importantissimo per la vita della pianta d’ulivo. Si effettua in diversi periodi dell’anno: dal termine della raccolta delle olive alla fine dell’inverno o inizio primavera, ma sempre prima della ripresa vegetativa della pianta. Si procede ad eliminare i rami vecchi e quelli interni che non consentono alla pianta di ricevere una buona illuminazione. I tagli devono essere netti e decisi e non bisogna mai danneggiare la corteccia perché ciò potrebbe portare malattie future alla pianta.

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